Il Mistery tourism una potenzialità per la Calabria, ricca di città fantasma

Le “Ghost Town” sono letteralmente città fantasma , piccoli comuni che nel tempo sono stati soggetti a un progressivo abbandono. Diverse possono essere le cause che hanno portato allo spopolamento di questi caratteristici borghi, da fattori sociali come il fallimento dell'economia locale e / o l'esodo della popolazione verso territori più favorevoli, oppure la diretta conseguenza di guerre o calamità naturali. L'Italia è il paese dei borghi per eccellenza, circa 8.000 i piccoli centri abitatidislocati lungo il territorio nazionale, molti dei quali con origini antichissime e di grande interesse storico artistico. Purtroppo, capita che molte di queste città siano soggette ad un progressivo abbandono che li trasforma, ben presto, da simpatici borghi a spettrali città fantasma. L'ultimo censimento Istat parla di oltre 6.000 centri completamente abbandonati sul territorio italiano. Con le loro strade silenziose, gli edifici abbandonati e resti di case e luoghi di lavoro, le città fantasma offrono una visione inquietante di comunità un tempo prospere. Un patrimonio culturale figlio di un tempo passato che la modernità frenetica non concepisce, ma non tutto è perduto, questi piccoli e disabitati centri urbani sono diventati i protagonisti indiscussi di una nuova tendenza: ilturismo misterioso . Un turismo lento e ricercato soprattutto da chi vuole visitare luoghi dimenticati per trascorrere una vacanza diversa, all'insegna del relax e della profonda e reale conoscenza del nostro territorio. Ad attirare centinaia di turisti ogni anno, oltre che le bellezze rudimentali, sono le storie affascinanti nascoste tra le macerie. La Calabria è ricca di questi centri abbandonati e costituisce una parte consistente di quel tesoro chiamato Calabria. Un'idea particolare anche per chi è in vacanza in uno dei molti villaggi turistici calabresi e vuole fare un'escursione diversa, provando il brivido di vivere per un giorno in una città totalmente abbandonata.

Le 5 città fantasma più suggestive della Calabria

Arroccate sui monti dell'appennino calabro, grappoli di case, strette, quasi l'una sull'altra, i centri sospesi dove la vita e il tempo sembrano essersi fermati e raccontano misteriose storie da scoprire.

  • Roghudi Vecchio : la città fantasma dalle mille leggende, sorge sulle pendici dell'Aspromonte , a circa 600 m di altitudine. Abitato sin dal 1050, poi abbandonato in seguito a due terribili alluvioni avvenuti intorno al 1970 che hanno provocato numerosi morti e dispersi, così l'allora sindaco Antonio Romeo definì il paese "inagibile e pericoloso" e attraverso un'ordinanza stabilì lo sgombero coatto del paesino . Uno scenario misterioso e inquietante si presenta sotto lo sguardo del visitatore curioso che potrà osservare le numerose case costruite su un precipizio, in condizioni di estrema precarietà. Dagli edifici spicca la chiesetta di San Nicola, segno di una presenza umana restia ad abbandonare totalmente il borgo. I suoi paesaggi, unici nel suo genere, attirano diversi turisti, fotografi e curiosi in generale. Un'aurea misteriosa avvolge questo magico luogo, diverse leggende e racconti popolari hanno una decisa venatura horror. Secondo alcuni, nel '900 sui muri delle abitazioni erano conficcati grossi chiodi ai dove le donne legavano alcune cordicelle legate alle caviglie dei bambini più piccoli, di modo che si assicurassero che i fanciulli non precipitassero nel burrone. Alcuni sentono ancora le voci degli sfortunati bimbi precipitati salire dai dirupi e attraversare il paese. A poca distanza si trovano due curiose formazioni rocciose: la Rocca del Drago e le Caldaie del Latte. La prima chiamata del drago proprio perché ne ricorda la forma custodirebbe un tesoro inestimabile, mentre le Caldaie rappresenterebbero i “ caddhareddhi ”, il termine dialettale che indica le sette caldaie che permettevano al drago di nutrirsi. Nella contrada di fronte Roghudi secondo un'altra leggenda vivevano le Andrade , le donne dai piedi a forma di zoccoli come i muli. Il loro scopo era attirare con inganno le donne del paese per ucciderle e accoppiarsi con gli uomini del villaggio, per scongiurare questa minaccia le donne fecero costruire tre ponti ancora esistenti.
  • Pentadattilo : Considerato il paese fantasma più suggestivo e famoso della Calabria, è una frazione di Melito Porto Salvo , in provincia di Reggio Calabria . Fu abbandonato dai suoi abitanti per via dei consistenti fenomeni migratori oltre che a causa di continue minacce naturali come terremoti e alluvioni. Arroccato sulla rupe di Monte Calvario, il suo nome deriva proprio dalla caratteristica forma della rupe che ricorda quella di una mano, sfortunatamente alcune parti della montagna sono crollate per cui non sono più visibili tutte le cinque dita. Un luogo affascinante e misterioso che con le sue peculiari casette in pietra immerse in un panorama ricco di fichi d'india accoglie numerosi visitatori. Ogni estate, tra agosto e settembre, il luogo ospita l'ormai tradizionale “ Pentadattilo Film Festival". Anche questo borgo abbandonato è ancorato ad una leggenda che ruota tutta intorno al suo castello, di cui oggi rimangono poche tracce perché distrutto da terremoti e alluvioni. Si narra che la notte di Pasqua 1686 le famiglie degli Alberti e degli Abenavoli furono al centro di una strage sanguinaria. L'oggetto della contesa era Antonietta Alberti chiesta in moglie sia dal barone Bernardino Abenavoli che dal figlio del viceré di Napoli Don Petrillo Cortes, a cui fu concessa in moglie. L'ira del barone fu funesta, la notte di Pasqua, egli si introduce nel castello sorprese Lorenzo Alberti e lo colpì fatalmente con 14 pugnalate, costringendo poi Antonietta a sposarlo. Il viceré non fu contento di quest'audace mossa e inviò una spedizione facendo uccidere tutti gli uomini di Bernardino. Il barone riuscì a fuggire insieme ad Antonietta che fu successivamente rinchiusa in un convento di clausura. Questa strage evoca altre straordinarie leggende. Si dice che nelle notti di vento, tra le gole della mano del Diavolo si possono udire le urla di dolore di Lorenzo Alberti.
  • Cirella Vecchia : è una frazione di Diamante , in provincia di Cosenza . Il promontorio che la sovrasta ospita sulla sommità i resti dell'antica “ Cerillae". L'antico borgo medioevale era abitato sin da tempi antichissimi come dimostrano le evidenze della presenza di tribù primitive. Nel 649 al Sinodo di Papa Martino I prese parte a Romanus Episcopus Cerellitanus una dimostrazione del fatto che il luogo fosse un importante punto di riferimento della Calabria. Il feudo cadde in rovina in seguito ad un'incursione saracena e gradualmente venne abbandonato dai suoi abitanti. Leggenda vuole che i pirati sia saccheggiato il borgo su indicazione di un mercante romano che aveva avuto dissidi con i cirellesi. Da una serie di sfortunati avvenimenti quali continue incursioni, terremoti e alluvioni nacque la leggenda che il paese venisse assalito da formiche giganti che ne divoravano gli abitanti. L'ultimo uomo ad abbandonare il luogo fu Francesco de Patto, un parroco che decise di portare con se anche gli arredi sacri della chiesa. Quello che rimaneva di questo antichissimo borgo venne utilizzato come cava di pietra e fu vandalicamente spogliato di tutti i suoi manufatti. Da visitare sono sicuramente iruderi del castello , la chiesa di San Nicola Magno che contiene ancora alcune tracce di splendidi affreschi, i ruderi della chiesa dell'Annunziata e del teatro, una struttura che ancora oggi viene utilizzata per spettacoli e concerti in una location davvero suggestiva.
  • Africo Vecchio : è ciò che rimane di quello che un tempo fu un tranquillo paese, tutto costruito in pietra. Si spopolò nel 1951 a causa di un forte alluvione che costrinse i sopravvissuti a lasciare le proprie abitazioni. Le sue origini molto antiche sono testimoniate dal passaggio dei monaci basiliani . Nel periodo tra le due guerre il paese era in condizioni sociali disastrose, isolato geograficamente, la popolazione era afflitta da tasse e malattie, non vi era nessuno che svolgesse la professione di medico e gli abitanti si nutrivano solo di un pane fatto con le lenticchie e le cicerchie. Era per questo considerato il paese “più povero e triste della Calabria”. Nel 1951 un violento alluvione si abbatté su Africo Vecchio e su Casalnuovoprovocando morti, i due paesi ne uscirono semi-distrutti, la popolazione dopo essere costretta a vivere in campi profughi fu evacuata su ordine delle autorità. La strada che porta da Africo Vecchio a Casalnuovo è un itinerario affascinante non solo per gli amanti del trekking e della natura, ma anche per chi volesse comprendere l'intimo legame che lega ancora oggi la gente di Africo a questa terra.
  • Papaglionti : è un'altra antica località fantasma che sorge a 460 m sul livello del mare , in prossimità di Zungri . Anche questa località fu abbandonata in seguito di un violento alluvione nel 1952 quando i popolani furono costretti a migrare in un territorio vicino. Oggi il borgo è in degrado, invaso da rovi ed erbacce, anche se racchiude in se un patrimonio storico culturale di rilievo che attira la curiosità dei molti turisti che visitano la Calabria. Tra le strutture più importanti troviamo i resti della chiesa di San Pantaleone , i resti del castello francese . Il Palazzo della famiglia di Franciaè il tipico esempio di casa signorile. La struttura settecentesca è molto grande e si presenta in muratura di pietra granitica con scaglie di laterizio. Uno dei due calvari , quello che conduce al vecchio borgo, realizzato alla fine del '600 è una delle poche strutture rimaste in ottime condizioni. Al centro, una nicchia ospitava un dipinto raffigurante la crocifissione. Una tappa da non perdere se siete in visita a Zungri o nella vicina Grotta Trisulina .

Tante altre località sono abbandonate in Calabria e rappresentano diverse potenzialità per gli amanti delle città fantasma. Si devono, a questo scopo, ricordare: Avena, Laino Castello, Cavallerizzo, Nicastrello, Nardodipace, Canolo, Amendolea, Acherentia, Fantino e Carello e Panduri.

Ghost city, una potenzialità per il comparto turistico e per le economie locali

Negli ultimi anni si è registrato una crescente attenzione da parte dei turisti nei confronti delle cosiddette " città fantasma ", luoghi di abbandono che potrebbero tornare a vivere. L'esperienza di visitare un paese fantasma è emozionante e appagante perché consente di immergersi nella natura e allo stesso tempo visitare veri e propri musei a cielo aperto la cui storia è spesso legata ad abbandoni volontari o involontari dovuti principalmente alle posizioni precarie in cui sorgono e ai relativi problemi dovuti a dissesti idrogeologici. Questi paesi regalano ai turisti la possibilità di passeggiare tra i ruderi e di respirare il passato e le storie vissute. In Calabria diverse associazioni organizzano escursioni mirate per visitare questi fantastici luoghi del mistero.